Conserve, Dolci

Cotognata alla romagnola

Cotognata alla romagnola

Oggi vi parlerò della Mela Cotogna (momento Super Quark!). La conoscete? No, non vale rispondere che è una semplice mela! Pensate che gli antichi Greci lo consacravano come pomo d’oro alla dea Afrodite!


Si tratta di frutto tipicamente autunnale quasi dimenticato, tant’è che faticherete a trovarlo nei supermercati, mentre spesso lo si incontra come alberino nelle case contadine. Io ne ho uno e una volta ho provato ad assaggiarne il frutto convinta che fosse una mela simile alle altre. Devo dire che questa mela da cruda rasenta l’immangiabile: è molto (ma molto) dura e il sapore è piuttosto acido. Cotta, invece, è tutta un’altra cosa. A differenza delle “normali” mele, la cotogna è molto più ricca di pectina, quella sostanza, per intenderci, che rende gelatinosa la marmellata (senza l’aggiunta del Fruttapec), ma che aiuta a regolare anche glicemia e colesterolo. Se siete curiosi, leggete questo articolo QUI).

La ricetta che vi sto per raccontare è utile per trasformare questo frutto in confettura, anzi, in qualcosa di più dato che avrete delle buonissime gelatine alla frutta! Ho avuto dosi e procedimento per gentile concessione di mia mamma, che ringrazio, perché la cotognata è una delle tante ricette romagnole che vengono fatte a occhio senza bilancia (o quasi).


Cotognata alla romagnola

 

INGREDIENTI

  • 9/10 mele cotogne molto mature (cioè quando sono molto gialle e iniziano a perdere la peluria che le ricopre)
  • 1 pezzetto di zenzero fresco
  • 1 bicchiere d’acqua
  • limone non trattato
  • cucchiaino di cannella
  • zucchero (la dose dipende dalle mele cotte, inseguito capirete!)

 

PROCEDIMENTO

Dedichiamoci subito alle mele cotogne! Lavatele e passatele con un panno umido per rimuoverne la peluria superficiale, tagliatele a pezzetti (lasciando la buccia) e mettetele in un grande tegame (cioè che possa coprirsi quando contiene tutte le mele) assieme all’acqua, al succo e scorza del limone, lo zenzero pelato e tagliato a fettine sottile e la cannella.

Coprite con il coperchio e iniziate la cottura a fuoco basso, mescolando spesso. Quando mele e zenzero si saranno ammorbiditi, continuate la cottura a tegame scoperto in modo da asciugare tutto il liquido.

Solo ora aggiungete lo zucchero del peso pari a due terzi del composto (leggete la nota per non impazzire!), mescolate poi frullate tutto con un mixer a immersione per poi proseguire la cottura a fuoco più vivace fino a raggiungere la densità di una marmellata. Per verificarla fate la prova del piattino: mettete un cucchiaino di composto in un piattino, se la densità è corretta, inclinando il piatto la marmellata scivolerà di poco verso il basso.

Ora potete spegnere definitivamente il fuoco e versare la cotognata in una pirofila leggermente unta, livellandola a non più di 2 cm di spessore. Passate la pirofila in forno a microonde per 7-8 minuti a 750W. Tagliate a quadretti con un coltello a lama liscia.

Pazientate un po’ prima di servire la cotognata: dovrà restare esposta all’aria per circa una settimana, girando i quadretti ogni tanto e vedrete che la pellicola gelatinosa in superficie sarà sempre meno bagnata. A tempo ultimato, rotolate i quadretti nello zucchero semolato e gustate (leccandovi rigorosamente le dita!!).

Potete conservare i quadretti di cotognata su carta da forno in una scatola di latta per circa un mese (i miei non sono durati di più). Non ho provato altri contenitori, ma usate comunque carta da forno perché non si attacca. Meglio ancora se la scatola resta socchiusa o coperta solo da un velo, così l’asciugatura della parte liquida prosegue!

 

Vi dico la mia!

Vi consiglio di pesare preventivamente il tegame vuoto su una bilancia pesapersone e segnatevi il peso. Quando dovrete aggiungere lo zucchero, pesatelo con il composto: al peso ottenuto levate quello del tegame vuoto e avrete il peso netto, cioè quello del composto. Questa somma dividetela per 3 e moltiplicatela per 2. Potete seguire la stessa procedura usando una ciotola in plastica al posto del più pesante tegame, versandovi il composto solo per il momento della pesatura.

Esempio: tegame vuoto = 2000 g / tegame pieno = 3500 g / peso composto = 3500-2000 = 1500 / peso zucchero = 1500 : 3 x 2 = 1000 g (cioè 1 Kg)

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